Breve storia della nostra comunità

Regina Pacis è una delle 27 parrocchie create dall'E.mo.. Card.Luigi Lavitrano ed una di quelle chiese che egli eresse dalle fondamenta. A lui devono i Padri Clarettiani la loro venuta in diocesi e il conferimento della nuova Parrocchia che tra il 1935 e il 1936 egli eresse nel nuovissimo quartiere allora chiamato "Littorio".


La Provvidenza si servi della personale conoscenza che il  Card Lavitrano aveva del R.mo P. Filippo Maroto, insigne maestro di Diritto Canonico, che nel 1934 veniva eletto Generale della  Congregazione.Col programma delle nuove parrocchie da erigere, si presentò all E.mo Arcivescovo quello strettamente connesso della formazione del nuovo clero al quale affidarle. E ciò lo pose alla ricerca di un buon padre

Ne parlò col R.mo P. Maroto e dopo insistenti preghiere, ebbe quanto desiderava. I Superiori della Provincia italiana gli cedettero il R. P. Angelo Cantons. Si era nel maggio del '35 ma la permanenza del Padre a Palermo, comportava una condizione: ossia che egli potesse vivere in comunità con altri confratelli. Era una condizione imposta dallo stesso diritto canonico. Da ciò venne, parte dell'Arcivescovo la promessa di affidare ai clarettiani una Parrocchia : precisamente l'erigenda parrocchia di REGINA PACIS.

Essa veniva a sostituire una minuscola cappellina che Mons. Di Gaetano, segretario particolare del Card. Luigi Lavitrano, aveva allestito proprio sotto l'arco dell'Esedra. Era minuscola per i primi e non molti abitanti del nuovo quartiere; immaginiamo che cosa rappresentasse per i parrocchiani che abitavano in Via Notarbartolo e nelle parallele di questa. Non solo inadatta ma soprattutto ignorata. Quindi, il solerte Pastore della diocesi, Card. Lavitrano, sollecitato dal suo segretario, con un lascito della Confraternita di S. Pietro Martire ed altri donativi decise di erigere una bella Chiesa parrocchiale, dedicandola a N. S. della Pace. Purtroppo un'altra promessa che egli aveva, non gli permise di completare l'opera sua: cioè, dotare la parrocchia delle necessarie opere parrocchiali. Sul terreno di queste, sorse l'annesso Monastero di S. Paolino. Ma le quattro mura povere e nude, anche se belle nella loro linea architettonica, della REGINA PACIS, gli furono sempre care ed egli aiutò in quanto potè, i Padri a rendere più bella questa Casa della Vergine.