Il Parroco - Piero Bumbalo

Biografia:

Nasce il 25 /12/47 a Roccapalumba da Giuseppe e Francesca Cirrincione, frequenta il liceo classico G. Meli a Palermo, nel 1970 interrompe gli studi per l'improvvisa morte del papà e si impiega presso la Cassa di Risparmio V.E. Nel 1977 fu ammesso agli Ordini Sacri. Il 14/3/1981 è stato ordinato Diacono e il 19/12/1981 fu ordinato Presbitero dal Cardinale Salvatore Pappalardo e fu il primo Sacerdote della Chiesa di Palermo proveniente dal mondo del lavoro. La sua prima esperienzza di Parroco fu ella Parrocchia di Maria SS. Della Lettera all'Acquasanta fino al 1988 quando gli fu affidata la parrocchia S. Susanna. Dal 21/9/1994 all'ottobre del  2012 è stato parroco a San Francesco di Sales e da allora fino ad agosto del 2016è stato a Maria SS. Assunta a Valdesi.

Dal 10 settembre 2016 è subentrato a padre Giovanni Basile, che è adesso Parroco della Parrocchia Maria SS. Immacolata a Bagheria, e guida con amore ed entusiasmo la nostra parrocchia.

Ricordi di una vita...

 Al canto del Salmista, oggi si unisce la mia voce : " Che cosa . renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore " ( Salmo 115 ), Ma penso alle parole del pubblicano: "Abbi pietà di me, perché sono un peccatore"

Sì, perché questi anni di Sacerdozio sono stati vissuti con gioia e con timore; con il cuore colmo di gratitudine al Signore, che mi ha chiamato fin dal seno di mia madre e alla Chiesa che mi ha voluto Presbitero e con gli occhi che non hanno il coraggio di alzarsi verso il cielo. Nel Fonte battesimale del mio paese sono stato " rigenerato" alla vita nuova; e il Parroco Don Salvatore Catalano in quella occasione disse: "Questo bambino sarà un Sacerdotel". Il dono dello Spirito Santo nella Confermazione ha rafforzato la scelta fondamentale della mia vita: essere veramente e profondamente cristiano. 

 Ho percepito i primi segni della Vocazione all'età di circa 7 anni, dopo aver ricevuto la Prima Eucaristia; a questa età cominciai ad essere "chierichetto": tutto ciò che mi competeva mi era di una estrema facilità; qualunque gesto era per me scontato.: suonare il campanello ed usare le ampolle, presentare il manutergio, sollevare la pianeta alla Consacrazione, presentare ai fedeli il piattello per la Comunione, usare il turibolo con tale destrezza da far invidia ai compagni ben più alti di me! insomma, nulla mi era difficile. E cosa dirvi della mia voce che ricordo risuonare tra le volte della Chiesa Madre: una voce che incantava tutti perché il Signore mi aveva concesso questo carisma che fin da piccolo, inconsapevolmente, avevo messo a servizio della Chiesa.

Col passare degli anni mi convincevo sempre più della necessità di una maggiore indipendenza e libertà di azione dei laici all'interno della Chiesa. Il Parroco Don Filippo Riili, che svolse il suo ministero con spirito di totale dedizione alla Comunità parrocchiale di Roccapalumba fino all'età di 90 anni circa, era fortemente stupito da queste mie idee. Ricordo che in occasione di una visita del Cardinale Carpino, chiamato a relazionare quale responsabile dei Giovani di Azione cattolica, dissi: "Perdoni la mia franchezza, ma ritengo che i laici siano maturi per contribuire all'azione pastorale della Chiesa, anzi dirò di più e con più chiarezza: è giunto il momento che i laici si stacchino dall'essere legati alla talare dei preti ! ".

I Documenti conciliari erano ancora allo studio. Ed eccomi a Palermo per gli studi liceali ed accademici, interrotti dall'improvvisa morte di mio padre. Il 3 agosto 1970 iniziò la mia attività lavorativa presso la Cassa Centrale di Risparmio V.E. Dopo circa 6 anni di riflessione ho incontrato l'Arcivescovo Salvatore Pappalardo per esporgli il mio progetto di vita. Dissi che avevo il desiderio di diventare Sacerdote, anche se indossavo la giacca , la cravatta ed un.....paio di baffi. Perché vuoi diventarlo ....... ? Cosa fai nella vita ..... ? Sono impiegato di Banca, risposi. L'iniziale diffidenza si mutò in un colloquio affabile; mi disse che avrei potuto iniziare gli studi teologici continuando il lavoro: "Sarò io a dirti quando dovrai lasciare". Oggi, dopo tanti anni dalla mia Ordinazione sacerdotale, ringrazio il Signore per avermi fatto incontrare un Arcivescovo così lungimirante ed aperto da permettere ad un giovane lavoratore, il primo a Palermo, di lavorare nella Vigna del Signore. "

estratto dalla pubblicazione in occasione del 25 del sacerdozio